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Il Fattore Q. (Parte II)


Riprendiamo il discorso interrotto alla fine della prima parte, (puoi leggerla qui), dove avevamo preso due situazioni tipiche di applicazione non vincente del fattore Q.

Un terzo esempio si riscontra quando si parla di apprendimento motorio, o, se vogliamo dirla in modo più banale, quando si studiano delle nuove tecniche. È vero che per imparare qualcosa di nuovo sono necessarie moltissime esecuzioni. Bastano forse poche decine per un apprendimento “a grandi linee”, ma per lo sviluppo della capacità di trasformazione, di estrema importanza nell'ambito situazionale quale è lo sport da combattimento, si entra nell'ordine delle migliaia e anche oltre. Tuttavia è importante considerare che ancora prima di questi numeri è importante curare la bontà delle ripetizioni.

Prescrivere ad esempio 300 esecuzioni di una determinata tecnica per apprenderla o per perfezionarla, di per se' può addirittura essere controproducente: dopo un certo numero subentra infatti la stanchezza di tipo nervoso e, successivamente anche muscolare. Ne consegue, che l'esecuzione andrà necessariamente deteriorandosi man mano, e alla fine dell'allenamento, l'atleta avrà al suo attivo magari 50 ripetizioni valide e 250 approssimative. Il peso delle seconde sarà decisamente maggiore e rimarrà quindi impressa, a livello coordinativo nel sistema nervoso, l'esecuzione imprecisa piuttosto che quella corretta!