La Nutrizione del Combattente

01/02/2016

Molto spesso (per non dire sempre) gli atleti degli sport da combattimento, pensano che la preparazione consista unicamente nell’ andare in palestra, ogni sera o appena possibile, e il cibo sia unicamente quello che si trova nel frigorifero di casa o al bar. Ma si tratta di un grosso errore di valutazione! Il termine dieta significa infatti “stile di vita” e, per un atleta, dovrebbe essere attentamente pianificato a livello individuale e mantenuto lungo tutta la stagione agonistica.


Le discipline da combattimento sono caratterizzate da un metabolismo misto (aerobio intervallato da fasi anaerobie alattacide) che basa la richiesta biochimica su molecole energetiche ed energizzanti, oltre che proteiche per il mantenimento della forza muscolare e anabolismo (aumento della massa magra). 

 

Esplosività e potenza, sono i due ambiti fisiologici che più caratterizzano il metabolismo del fighter. L’apporto alimentare deve conseguentemente, essere basato su un’attenta ripartizione dei tre principali macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) oltre ad un apporto mirato di vitamine (antiossidanti), minerali e fibre.

 

Individuare il proprio peso target (condizione ideale di equilibrio tra le diverse componenti corporee variabili: acqua, grasso e muscolo) e mantenerlo il più a lungo possibile, significa non solo essere in una condizione ottimale sia per l’allenamento che per la gara, ma promuovere salute e efficienza fisica. 

 E’ quindi fondamentale saper pianificare la dieta del fighter, personalizzandola in base alle esigenze individuali (gusto, abitudini personali, metabolismo e stile di vita), pianificandola in stretta sinergia con le varie fasi di allenamento (periodo preparatorio, competitivo e di transizione)

 

Il peso, per molti atleti, rappresenta spessa il vero nemico da battere. Ma, purtroppo, non esistono scorciatoie o integratori magici per “tagliare” il peso corporeo in modo rapido e duraturo. Come diceva il Maestro Ottavio Tazzi (vera e propria leggenda della boxe italiana) il “peso si fa a tavola”!

 

Occorre quindi un programma alimentare che sappia interpretare nel modo migliore le esigenze fisiologiche dell’atleta.

Per essere certi che la propria dieta sia ok ecco i tre requisiti che deve soddisfare pienamente:
1.    Non causare senso di fame o cali energetici durante la giornata;
2.    Recuperare forza e energia dopo l’allenamento;
3.    Risultare pienamente assimilabile e digeribile (nessun gonfiore o pesantezza post-prandiale).

 

Per essere certi di indurre queste condizioni favorevoli al metabolismo e all’atleta ecco le basi della dieta del combattente:
a)    alimentazione frazionata nell’arco della giornata (almeno 5-6 occasioni alimentari).
b)    varietà alimentare (favorendo il mantenimento di enzimi e molecole attive dell’apparato digerente).


Di grande importanza può risultare l’uso di integratori alimentari che, essendo specificatamente formulati, possono sostituire il cibo tradizionale nel pre e post gara o allenamento, favorendo assimilazione e recupero.

 Ma attenzione gli integratori non hanno una funzione “magica”: devono essere assunti in funzione del carico di allenamento, della dieta e del peso corporeo.
Nessuna scorciatoia è davvero vincente.

Il segreto è nelle tre chiavi di programmazione: allenamento, dieta e integrazione.

 


Autore dell'articolo

 

Marco Ceriani

Food science. Esperto di alimentazione e integrazione in ambito sportivo. Giornalista e scrittore. Autore del libro “Fight Diet”.

 


 

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