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Incremento della rapidità di proiezione nel Judo

A cura del

Centro Studi e Ricerche Sport da Combattimento UIPASC

Rielaborato da Mantin Ruben

In uno degli ultimi articoli è stato affrontato l’argomento del metodo della stimolazione. Tale metodo si è dimostrato essere estremamente performante applicato ai middle kick. Naturalmente, a prescindere dall’esempio della tecnica specifica, il concetto può essere per analogia generalizzato a tutte le tecniche di percossione possibili nell’ambito delle discipline di striking.

Per mantenere la continuità del discorso e nel contempo interessare più da vicino l’altra metà dell’universo degli sport da combattimento (stiamo parlando naturalmente dei grappler), questa volta ci avviciniamo al mondo del Judo e per riflesso in tutte le discipline che prevedono la lotta in piedi. Un’analisi approfondita degli incontri di Judo, così come di altre forme di lotta, porta ancora una volta alla conclusione che la rapidità di esecuzione delle tecniche di proiezione è un fattore altamente predittivo sulla performance globale di un atleta, in particolare ai livelli più alti.

Se per misurare la velocità di un calcio con una buona attendibilità era necessario disporre di strumentazioni specifiche, per misurare la velocità di una proiezione il problema si è reso ancora più complesso.

Per questo motivo nel 2001 il nostro responsabile didattico Roberto Villani ha avviato la sperimentazione del protocollo standardizzato di un test “da campo” specifico, a cui ha dato il nome di TEP test (Tempo Esecutivo della Proiezione). Il TEP test è uno strumento che consente di rilevare con un alto livello di precisione l’effettiva durata dell’esecuzione di una tecnica di proiezione.