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Il Fattore Q. (Parte I)


In questo articolo, che ha la pretesa, un po’ ambiziosa, di introdurre un fondamentale che verrà in futuro sviluppato man mano, partiamo senza fare ricorso a nozionistica o tecnicismi, dei quali riconosciamo comunque una cruciale importanza e avranno il loro spazio più avanti.

Vogliamo usare invece un concetto molto semplice, terra terra, che è per forza di cose noto a chiunque abbia mai frequentato una palestra, un corso, o si sia semplicemente allenato in una qualunque disciplina: lo chiameremo il “fattore Q”.

La “Q” sta quindi per quantità, il parametro universalmente condiviso nel mondo dello sport di largo consumo, e non solo.

“Si allena 4 ore ogni giorno!”, “Abbiamo corso per 15 km”, “Secondo la mia app oggi ho bruciato 560 Kcal”, “Quanti piegamenti riesci a fare?”... sono alcuni esempi, frasi di uso comune all'ordine del giorno quando si vuole comunicare, o valutare, la bontà di una seduta di allenamento.

Pur riguardando grandezze diverse, in realtà si tratta comunque di un approccio sempre uguale a se' stesso, l'applicazione di un metro di giudizio che si fonda sull'aspetto meramente quantitativo.

Riteniamo improbabile che anche solo uno tra i lettori di questo articolo non abbia mai avuto esperienza su una prestazione valutata in base al fattore Q, ed è plausibile che per molti questo sia stato sempre l'unico metodo utilizzato.

Vale la pena soffermarci brevemente sul motivo per cui il fattore Q sia così diffuso, e su quali implicazioni abbia. La misurazione della quantità (peso, distanza, tempo...) non richiede alcuna strumentazione particolare... basta saper contare! O, al limite, avere a disposizione strumenti come il cronometro, disponibili ovunque a prezzi irrisori.